INIZIATIVE ED EVENTI

(26/06/2023)Genova, Alberto di Monaco nominato ambasciatore del Premio Paganini

A Palazzo Tursi l’investitura diventata anche occasione mondana

Genova – È arrivato a piedi. Circondato dal servizio di sicurezza, ha percorso via Garibaldi a passo deciso. Davanti al portone di Palazzo Tursi lo attendeva il sindaco Marco Bucci con la fascia tricolore. È cominciata così la visita genovese del principe Alberto di Monaco, in occasione del conferimento del titolo di ambasciatore del Premio Paganini.

Tra i passanti un po’ incuriositi, un cane bianco e nero, incurante di tanta monarchica agitazione, si sono consumati i saluti di rito con strette di mano a favore di telefonini e macchine fotografiche. Bucci ha condotto il principe nell’atrio di Tursi e si è soffermato davanti alla lapide che ricorda i caduti del Ponte Morandi, sotto la bandiera di Genova. Guardando la croce rossa in campo bianco sdrucita, Bucci ha detto: «Non l’abbiamo mai abbassata ed oggi è qui». Comprensione negli occhi del principe Alberto accompagnato poi nel cortile, con il seguito di ospiti. Qui l’atmosfera si è fatta più allegra e con un gesto circolare della mano Bucci ha mostrato all’illustre ospite i nomi dei quartieri di Genova, scritti sui capitelli delle colonne. Sorrisi. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, è lì accanto, soddisfatto.

Il cerimoniale è severo, come richiede la presenza di un capo di stato di sangue blu, e giunti nel Salone di Rappresentanza, si passa agli interventi preceduti dall’esecuzione degli Inni, quello monegasco e quello italiano. In platea l’eleganza è d’obbligo. Le signore, complice il caldo, osano tra completi di seta lilla e gonne verde smeraldo, è il caso dell’elegante deputata Ilaria Cavo, tubini in bianco e nero con gonne di frange, abitini blu monospalla. Luccica qualche gioiello ma senza esagerare. Siamo a Genova anche se l’occasione mondana c’è.

In prima fila ecco il principe Domenico Pallavicino, il marchese Carlo Clavarino e i due rappresentanti del governo: i sottosegretari alla cultura Vittorio Sgarbi e alle infrastrutture Edoardo Rixi. Ci sono il principe Amyn Aga Khan, Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico, il prefetto Renato Franceschelli. In platea gli assessori Lorenza Rosso e Alessandra Bianchi, il consigliere delegato Barbara Grosso, il sovrintendente del Carlo Felice Claudio Orazi, Serena Bertolucci direttrice di Palazzo Ducale, Nicolò Paganini, omonimo discendente del celeberrimo violinista, Enrico De Barbieri, discendente del violinista Renato, molti gli esponenti del mondo militare, spiccano le divise.

«Tornare a Genova, una bella città culla della famiglia Grimaldi, per me è sempre una grande emozione. Sono felice di poter contribuire all’ulteriore sviluppo del Premio Paganini, le cui opere sono state fonte di ispirazione per tanti musicisti eccezionali». Così il principe Alberto ha ringraziato i presenti scegliendo di parlare in italiano. Applausi, poi la consegna della pergamena e della medaglia.

Ad aprire l’incontro era stato il sindaco con il suo stile concreto: «Altezza serenissima, Genova è onorata e orgogliosa di accoglierla e di poterle conferire il titolo di ambasciatore del Premio Paganini, una cosa importante per la nostra città al centro di un’operazione di rilancio internazionale. Basti dire che le domande di partecipazione quest’anno sono aumentate del 45 per cento. La invito a tornare ad ottobre al Carlo Felice quando si terrà il Premio».

Poi un tema caro ad Alberto di Monaco: l’ambiente. Ancora Bucci: «Consegneremo alle Nazioni Unite il Decalogo per la protezione degli oceani e del nostro mare per lasciarlo ai nostri figli meglio di come lo abbiamo ricevuto». Il riferimento a Ocean Race non poteva mancare anche perché si attende l’arrivo della barca monegasca. Poi le parole di Toti: «Oggi celebriamo un pezzo del nostro passato, celebriamo il nostro presente e costruiamo un pezzo del nostro futuro: parlare di Paganini vuol dire ricordare una parte importante della storia di questa città, con quelle note che racchiudono anche tutta la bellezza di questi palazzi e le gesta di un popolo che è andato per mare».

L’intervento del presidente del Premio Paganini, Giovanni Panebianco contiene anche un riconoscimento «alla sensibilità» del principe Alberto verso «la musica e la bellezza». Per dirlo, Panebianco sceglie la lingua francese. L’evento si chiude a palazzo Spinola con il concerto del Quartetto di Cremona, promosso dal marchese Clavarino.

(dal SECOLO XIX)