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Bormida

Le vallate bormidesi furono sicuramente abitate già nell’antichità dai Liguri Statielli.

Rimaste spopolate per via delle incursioni saracene, probabilmente fu solo dopo il 1179, favorite dalle nozioni apportate dai frati dell’abbazia di Fornelli, che si svilupparono le prime borgate. Anticamente Bormida faceva parte con Osiglia di un’unica comunità; se ne affrancò dal punto di vista ecclesiastico costruendo, nel 1481, una propria parrocchiale intitolata a San Giorgio.

Inizialmente dominio dei marchesi Del Carretto del ramo di Millesimo, nel corso del XIV secolo passò ai Del Carretto del ramo di Finale. Nel 1393 il territorio, come da omaggio del marchese carrettesco, rientrò tra i possedimenti di Teodoro II del Monferrato nel marchesato omonimo. Nel 1417 fu Manuele Del Carretto, signore di Finale, a cedere al suo parente marchese Marco Del Carretto quella parte del territorio dello Stato monferrino comprendente gli attuali borghi di Bormida, Calizzano, Massimino, Osiglia e Pallare al nuovo ramo carrettesco di Calizzano, quest’ultimo più vicino alla politica genovese e meno a quella finalese.

Alla fine del Cinquecento saranno gli stessi marchesi di Calizzano a cedere ogni diritto e bene ad Alfonso II Del Carretto, signore del marchesato di Finale. Proprio al XVI secolo risalirebbe la prima citazione ufficiale su Bormida in un atto notarile del marchese carrettesco concedente privilegi alla popolazione locale. Il marchesato venne in seguito ceduto agli Spagnoli (1601) e del quale Bormida ne seguì le sorti rientrando, assieme ad Osiglia, nella podesteria retta da un podestà nominato dal governatore spagnolo di Finale.

Conobbe un periodo di sviluppo attorno alla metà del XVII secolo per la presenza di tre ferriere e un molino, ma soprattutto per la costruzione nel 1666 della nuova via carrozzabile di fondovalle dell’ingegnere Gaspare Berretta – detta “via della Regina” o “di Spagna” – così chiamata perché costruita in occasione del passaggio di Margherita Teresa di Spagna in viaggio verso Vienna per raggiungere il suo sposo, l’imperatore Leopoldo I d’Asburgo, che collegava il porto di Finale a Milano.

Tra il 1713 e il 1714 la Repubblica di Genova acquistò le terre del marchesato finalese, omettendo per ragioni commerciali la manutenzione dell’importante arteria viaria che divenne ben presto a larghi tratti impraticabile. Dopo le prime avvisaglie delle guerre napoleoniche, nel 1795, i bormidesi inaugurarono in fretta la nuova parrocchiale della quale stavano terminando i lavori di ampliamento, terminata poi nel 1814. Nel 1796 la devastazione e la distruzione segnò il passaggio delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte nella prima campagna d’Italia; una trincea fu realizzata presso le pendici del Ronco di Maglio poco prima della celebre battaglia di Montenotte del 12 aprile.

Con la dominazione francese il territorio di Bormida rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del IX Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Bormida fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861; risale al 1834 la separazione delle due località di Bormida e Osiglia in due distinti comuni autonomi. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Cairo del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale bormidese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.

Il legame con i Grimaldi di Monaco

Il Comune di Bormida, in origine un’unica entità territoriale insieme a quello di Osiglia (dal quale
si distaccò nel XVIII secolo) fece parte della Marca Aleramica e successivamente dei possedimenti
del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto. Alla dipartita di quest’ultimo passò a suo figlio Enrico
I, capostipite dei Marchesi Del Carretto.
Ad Enrico I succedettero il figlio Enrico II e il nipote Giacomo, il quale da Caterina da Marano,
figlia naturale dell’Imperatore dei Romani Federico II di Svevia, ebbe diversi figli, tra questi
Aurelia, Selvatica, Corrado e Antonio.
Aurelia, sposò in prime nozze Lanfranco Grimaldi, Vicario di Provenza. Dalla loro unione nacque
Ranieri I, che nel 1309 succedette al cugino Francesco Grimaldi, detto “Malizia”, diventando il
secondo Signore di Monaco ed è così l’antenato dell’attuale Principe Sovrano Alberto II. Aurelia,
rimasta vedova nel 1293, due anni dopo, nel 1295, si risposò con il sopraccitato Francesco
Grimaldi, che la notte dell’8 gennaio 1297 travestito da monaco francescano s’impadronì della
Rocca di Monaco, diventandone il primo Signore. Aurelia divenne così la prima Signora di
Monaco.
Da diverse fonti risulta che Selvatica, l’ultimogenita di Giacomo Del Carretto, sposò suo nipote
Ranieri I, diventando la seconda Signora di Monaco.
Alla morte di Giacomo Del Carretto, suo figlio Corrado ereditò il Marchesato di Millesimo, che
comprendeva anche Bormida. Nel XIV secolo questo territorio passò ai Marchesi di Finale Ligure,
discendenti da Antonio, un altro figlio del sopraccitato Giacomo. Essi nel 1393 fecero omaggio di
questi territori al Marchese Teodoro II di Monferrato, ricevendone l’investitura.
Nel 1417 Bormida passò ai Del Carretto di Calizzano, il cui capostipite fu Enrichetto, uno dei figli
del Marchese Giorgio di Finale Ligure, per poi tornare a far parte del Marchesato di Finale nel
1530, seguendone le relative sorti.
Il legame tra Bormida e i Grimaldi di Monaco è quindi triplice:
– due figlie di Giacomo Del Carretto, che possedeva anche Bormida, diventarono Signore di
Monaco: Aurelia, moglie di Francesco Grimaldi e Selvatica, consorte del suo figliastro
Ranieri I;
– Bianca, figlia del Marchese Galeotto I Del Carretto di Finale Ligure, che dal 1412 al 1417
possedette Bormida, andò in sposa a Catalano, Signore di Monaco dal 1454 al 1457

Posizione

Contatti

Comune di Bormida

Loc. Chiesa, 10
17045 Bormida (SV)

Telefono: 019 54718
Email: info@comune.bormida.sv.it

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