Storia
Secondo alcune fonti storiche locali il toponimo Cervo deriverebbe dalla parola latina Servo, ossia “offrire servizi”, già presente su alcune insegne o tavole risalenti all’Impero romano. L’attuale denominazione si ebbe nel tardo Cinquecento con il passaggio dalla lingua latina al volgare.
Abitato dall’età preistorica dai Liguri Ingauni, a seguito della conquista della Liguria nel 181 a.C. da parte delle legioni romane, il primitivo borgo di Cervo divenne un importante centro storico grazie alla sua posizione elevata e alla presenza di alcune sorgenti. Caduto l’Impero romano d’Occidente nel 476, dopo vari saccheggi e devastazioni perpetrati da orde barbariche, sul territorio cervese e circostante s’insidiarono i Bizantini che incentivarono la ripresa sociale ed economica, e costruirono fortificazioni lungo i valichi e sulla costa; a questo periodo risalirebbe la torre ancora oggi visibile in cima all’abitato di Cervo.
Assalti pirateschi saraceni interessarono questa zona del Ponente Ligure tra la fine del IX e la prima metà del X secolo, devastazioni che costrinsero numerosi abitanti della costa a trovare rifugio presso i primi nuclei fortificati sulle colline. Nello stesso periodo il borgo di Cervo, in seguito allo smembramento dell’Impero carolingio, fu inserito nel Contado di Albenga all’interno della Marca Arduinica.
Nel 1204 si proclamò libero comune sottoponendosi alla protezione della Repubblica di Genova e proprio quest’ultima assegnò, nel 1330, il feudo ai Cavalieri di Malta. L’anno seguente gli stessi cavalieri vendettero il borgo al marchese Lazzaro Doria. La proprietà fu in seguito conquistata dal marchese Enrico Del Carretto, discendente della famiglia Clavesana, e soltanto nel 1384 il feudo ritornò a essere dominio della repubblica genovese. Sì costituì pertanto una salda alleanza tra la popolazione e Genova, tanto che nel 1425 i Genovesi concessero a Cervo il diritto di eleggere propri podestà locali.
Subì nel XVI secolo, come altre località liguri sulla costa, improvvisi sbarchi dei pirati saraceni, attratti dai notevoli traffici commerciali cervesi del corallo; i pescatori locali si erano infatti specializzati in questo tipo di attività. Il corallo veniva pescato nei mari della Corsica e della Sardegna e da Cervo veniva riesportato per la lavorazione, che avveniva soprattutto a Genova e Livorno[5].
Caduta la Repubblica di Genova, la nuova municipalità di Cervo rientrò dal 2 dicembre 1797 nella Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 fece parte del V cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Capo delle Mele e dal 1803 centro principale della Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.
Nel 1815 Cervo fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento di Diano Marina del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio (poi provincia di Imperia, dal 1923).
Il regio decreto n. 2769 del 6 dicembre 1923[6] stabilì la soppressione della municipalità cervese in favore del suo accorpamento nel comune di Diano Marina; un successivo regio decreto – il n. 1533 del 7 agosto 1925[7] – decretò la ricostituzione del comune di Cervo. Al 1947[8] risalgono gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale cervese con la ricostituzione dei due comuni di San Bartolomeo del Cervo (dal 1968, San Bartolomeo al Mare) e di Villa Faraldi.
Dal 2014 al 2024 ha fatto parte dell’Unione dei comuni del Golfodianese e i suoi Borghi.
Monumenti e luoghi d’interesse
Architetture religiose
- Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nel centro storico. Conosciuta come la “chiesa dei Corallini” perché eretta anche grazie ai proventi della pesca del corallo, fu costruita tra i secoli XVII e XVIII.
- Chiesa di San Nicola da Tolentino nel capoluogo. Secondo alcuni studi la sua costruzione primitiva fu eretta sulle rovine di un antico tempio pagano.
- Ex oratorio di Santa Caterina d’Alessandria nel centro storico, eretto nel XIII secolo quale chiesa parrocchiale del borgo. Si presenta con una costruzione a unica navata di architettura romanica.
- Ex oratorio di San Carlo nel centro storico. Sconsacrato e adibito ad altri usi, fu rivisto nel 1645 quando la struttura fu rivista nello stile dorico e corinzio.
- Ex oratorio di San Sebastiano, non più presente ma probabilmente ubicato presso la foce del torrente Steria. L’edificio religioso fu citato, quindi ancora esistente, in un documento del XVII secolo.
Architetture civili
- Palazzo Morchio. La sua costruzione risale al XVII secolo presentandosi come il classico palazzo in stile genovese, arricchito da un portale in ardesia. L’edificio fu fatto erigere dal senatore della Repubblica di Genova Falcone Morchio, famiglia del borgo cervese fin dal XIII secolo. Oggi il palazzo è sede del municipio.
- Palazzo del Duca. Il palazzo, detto semplicemente Palazzo Duca, fu costruito nel XIX secolo e presenta sotto l’ampio porticato un lastricato costituito da piccoli ciottoli in pietra marini, tipica pavimentazione di alcune ville e palazzi signorili della Liguria.
- Palazzo Viale-Citati. Conosciuto anche come Palazzo del Vento, fu un’elegante residenza di una delle famiglie più importanti di Cervo, attive nel settore marinaro. Costruito nel XVIII secolo è arricchito da affreschi del pittore Francesco Carrega di Porto Maurizio. Dal 2004 il piano nobile di palazzo Viale è stato dichiarato casa comunale e sede – su richiesta – per celebrazioni di matrimoni civili.
Architetture militari
- Castello dei Clavesana, alle spalle del centro storico cerviese, edificato dagli omonimi marchesi attorno al XIII secolo, inglobando nella costruzione un antecedente torre in stile romanico. Il castello è sede, tra gli altri usi, del museo etnografico del Ponente Ligure.
- Torre del Capo o di Sant’Antonio, sulla punta di capo Cervo. Edificata verso la metà del XVII secolo, la torre fungeva da controllo anti saraceno di quel tratto di costa che va da capo Berta a capo Mele. Parzialmente demolita, i ruderi della torre rilevano ancora la sua forma circolare, alta circa due metri, che si ergono tra la folta vegetazione del capo.
Il legame con i Grimaldi di Monaco
IL LEGAME TRA CERVO E I GRIMALDI DI MONACO
Il territorio di Cervo era già abitato nell’età preistorica dai Liguri Ingauni e il primo nucleo del paese si sviluppò a tempi dei Romani, quando rivestiva un’importanza strategica a controllo della Via Aurelia. Per gran parte del Medioevo fu uno dei feudi dei Marchesi di Clavesana, i quali nel XIII secolo fecero edificare il castello che domina il borgo, inglobando nella costruzione un’antecedente torre in stile romanico. Nel 1326 Caterina di Clavesana sposò Enrico Del Carretto, figlio di Antonio, Marchese di Finale Ligure. Enrico nel 1336 conquistò Cervo per poi lasciarlo a suo fratello Giorgio, succeduto al padre alla guida del Marchesato di Finale Ligure e dedicarsi alla gestione del suo feudo di Mombaldone, dove costituì una linea marchionale autonoma esistente ancora oggi. La testimonianza che Giorgio Del Carretto possedette il feudo di Cervo è data dal fatto che egli nel 1341, dopo aver cercato di assediare il Comune di Albenga, di proprietà della Repubblica di Genova, venne invitato nel capoluogo ligure dal Doge Simone Boccanegra per cercare di trovare un accordo, ma una volta giunto in città il 31 agosto, venne arrestato e rinchiuso nella prigione detta “Grimaldina”. Fu inoltre costretto a cedere al doge i suoi feudi di Finale, Varigotti e Cervo. Giorgio riuscì a fuggire solamente nel 1344 e il 15 maggio 1355 l’Imperatore dei Romani Carlo IV di Lussemburgo gli confermò l’investitura di tutti i suoi feudi, incluso Cervo. Giorgio ebbe tra gli altri i seguenti figli: Lazzarino, che gli succedette come Marchese di Finale Ligure e Ilaria Maria, che sposò Ranieri II Grimaldi, Signore di Monaco dal 1352 al 1357. Ilaria Maria morì nel 1368 senza aver dato eredi a Ranieri II, il quale si risposò con Isabella Asinari. Il legame tra Cervo e i Grimaldi di Monaco si concretizza nel fatto che Ilaria Maria, figlia del Marchese Giorgio I di Finale, che possedeva anche il feudo di Cervo, sposò Ranieri II, Signore di Monaco. Il fatto che Ranieri II, Signore di Monaco, fosse sposato con Ilaria Del Carretto è testimoniato anche dall’albero genealogico dei Del Carretto, messo a disposizione anche online dalla Società Savonese di Storia Patria e frutto del lavoro di Massimo Sangalli e Angelo Salmoiraghi, iniziato nel 1972. L’originale, lungo quasi dieci metri, è conservato presso la biblioteca della Società Savonese di Storia Patria. La pagina riguardante Ilaria Del Carretto, sposata con Ranieri II Grimaldi, è la numero 4 (che Vi alleghiamo qui di seguito)