Secondo le fonti storiche il toponimo Mallare deriverebbe dal termine malula o malulae (diminutivo di mala, piccola mela) o ancora da Maleria– citato in un documento del 1014 – traducibile in paese delle mele dalla presenza antica di questi alberi da frutto; un melo è altresì raffigurato nello stemma civico.
Un primo insediamento umano potrebbe essere risalente al periodo romano; un tempietto pagano, dedicato alle divinità campestri, è ancora oggi visibile e incorporato all’interno del santuario di Santa Maria dell’Eremita
Il territorio dal X secolo venne compreso nella marca aleramica di Aleramo del Monferrato[8] e quindi, alla morte di questi, diviso in due parti e amministrato rispettivamente dai figli Ottone I e Anselmo I[8].
Dal 1091 divenne possesso di Bonifacio del Vasto ed ereditato successivamente dal figlio Enrico I Del Carretto nel 1142; lo stesso marchese sarebbe stato poi il fondatore dell’importante abbazia di Fornelli[7] — un complesso consto di chiesa e ospedale — e sempre sotto la dominazione della famiglia carrettesca vennero costruiti edifici di pregio come il palazzo feudale e la casa del conte[7]. Nel 1268 la proprietà del terziere di Millesimo — comprensivo del borgo di Mallare (Castrum, villa et territorium Mallarum — passò a Corrado Del Carretto alla morte del padre Giacomo Del Carretto[8].
Nel 1393 fu ceduto al Marchese del Monferrato che investì il feudo di Mallare agli stessi Del Carretto. L’investitura feudale fu confermata anche dal duca di Mantova nel 1536, divenuto sovrano di quelle terre. La decadenza della famiglia carrettesca e le molteplici divisioni per la spartizione del territorio, portarono a vendere il feudo mallarese al marchese Spinola il 14 ottobre 1590] e al conte Cattaneo Della Volta dal 1669; a guidare l’amministrazione del territorio di Mallare vi fu anche il futuro doge di Genova Giovanni Battista Cattaneo Della Volta che lo amministrò dal 1672 al 1677 per conto del minorenne cugino conte Filippo. Questa nuova “amministrazione” genovese portò ad una nuova rinascita di Mallare e della sua economia locale atta alla produzione di carbone fossile, legname e ferro nelle ferriere
Venduti i diritti e beni feudali nel 1703 al duca di Mantova e del Monferrato, il territorio di Mallare fu assoggettato dal 1708 al Ducato di Savoia (in tale anno gli abitanti giurarono fedeltà e omaggio al sovrano sabaudo), diventando parte integrante del Regno di Sardegna. Alla guida feudale del feudo vennero investite le famiglie genovesi Cattaneo e Gavotti e ancora le piemontesi Donaudi di Torino e Piossasco, quest’ultima famiglia a dominare su Mallare per l’abolizione della feudalità da parte del sovrano Carlo Emanuele IV di Savoia sul finire del XVIII secolo.
Con la dominazione francese il territorio di Mallare rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del VIII Cantone, capoluogo Carcare, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.
Nel 1815 Mallare venne inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Cairo del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale mallarese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Bormida.
Monumenti e luoghi d’interesse
- Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, nel capoluogo, risalente al 1570.
- Oratorio di Nostra Signora della Neve, nel capoluogo, risalente alla seconda metà del XV secolo.
- Santuario di Santa Maria dell’Eremita nella frazione Eremita. Prima parrocchiale di Mallare, l’edificio fu eretto sopra un tempio pagano preesistente. La struttura è di origine medievale, ingrandita in epoca barocca e rimaneggiata a fine Ottocento.
- Ex abbazia di Santa Maria e San Lazzaro nella località di Fornelli, risalente al 1179. Eretta in stile romanico e in seguito gotico lombardo, presenta una volta a botte e tre absidi. Al suo interno sono conservati pregiati affreschi.
- Chiesa parrocchiale di San Filippo Neri nella frazione di Montefreddo.
Architetture civili
Lungo la via Cattaneo si affaccia la casa detta “del Conte”, residenza nobiliare della famiglia feudale dei Del Carretto dal XV secolo alla soppressione dei Feudi imperiali nel 1797.
Architetture militari
Il feudo di Mallare era difeso da due castelli, edificati in epoca medievale, di uno dei quali, a ovest dell’abitato e detto “del Caruggio”, restano alcune tracce delle mura e la base della torre.
Aree naturali
Nel territorio mallarese sono presenti due alberi monumentali: un gruppo arboreo di quattro faggi selvatici, in località Benevento, piante aventi una circonferenza di nove metri, un’altezza di trentuno metri e un’età approssimativa di oltre duecento anni; in località Ferriera di Codevilla è visibile invece una tuia di ventisei metri di altezza, tre metri di circonferenza e un’età di oltre cento cinquant’anni.
Tra i territori comunali di Mallare, Osiglia, Bormida e Pallare è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell’area boschiva del Ronco di Maglio e zone adiacenti in cui insistono faggete (Fagus sylvatica) e boschi misti. Oltre ad alcune specie di orchidee, sono segnalate in questa area il giglio martagone (Lilium martagon) e la campanula toscana (Campanula medium). Tra gli uccelli il picchio muratore (Sitta europaea) e il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus); tra gli invertebrati il Carabus solieri liguranus, Philorhizus liguricus e Haptoderus apenninus[
(da Wikipedia)
Il legame con i Grimaldi di Monaco
Il territorio di Mallare, già abitato ai tempi dei romani, nel X secolo entrò a far parte della Marca Aleramica. Nel 1142, diciassette anni dopo la morte del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, passò a suo figlio Enrico I, il capostipite dei Marchesi Del Carretto.
Dall’atto di divisione dei figli del Marchese Giacomo Del Carretto, nipote di Enrico, rogato nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo il 21 ottobre 1268, risulta che Mallare andò a suo figlio Corrado, capostipite dei Del Carretto di Millesimo.
Il legame tra Mallare e i Grimaldi di Monaco si concretizza nel fatto che Aurelia, figlia del Marchese Giacomo Del Carretto, che possedeva anche Mallare, fu moglie di Francesco Grimaldi, primo Signore di Monaco.
Aurelia si era sposata in prime nozze con Lanfranco Grimaldi, dal quale ebbe Ranieri I. Quest’ultimo fu il secondo Signore di Monaco, nonché padre di Carlo I, primo Signore sovrano di Monaco e fondatore della Dinastia dei Sovrani del Principato.