Il comune è situato in val Bormida tra i comuni di Millesimo, Cosseria e Carcare, adiacente al colle di Cadibona, costituito da borgate sparse al centro della dorsale collinare affacciata fra i due rami della Bormida di Millesimo e Bormida di Pallare.
La Storia
Recenti ritrovamenti, relativi a gruppi di incisioni rupestri protostoriche in una fascia territoriale tra Plodio e Biestro, attestano l’antica frequentazione del territorio già in epoca preistorica, forse in un’epoca risalente all’Età del Ferro. Tra il XII e il XIII secolo appartenne ai marchesi Del Carretto del feudo di Millesimo seguendone le sorti.
Intorno al 1639 fu momentaneamente occupato dalla casata reale Savoia, fino alla costituzione in comune autonomo; in precedenza era un “quartiere” – assieme a Biestro – di Cosseria. Fu dunque annesso al Regno di Sardegna nel 1735 e, per la sua posizione geografica, fu coinvolto, così come altri centri della val Bormida, nelle operazioni militari dell’esercito francese di Napoleone Bonaparte nel 1796.
Con la dominazione francese il territorio di Plodio rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel VIII Cantone, capoluogo Carcare, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VIII Cantone della Bormida Occidentale nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.
Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel II mandamento di Millesimo del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale plodiese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Bormida.
Architetture religiose
- Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea apostolo, sita nella borgata più antica di Plodio, l’opera è una ricostruzione in stile barocco del XVIII secolo di un precedente edificio del XVI secolo.
- Oratorio della Confraternita degli Angeli Custodi presso la parrocchiale di Plodio. Danneggiato dalle truppe napoleoniche durante gli scontri del 1796, e oggi convertito in teatro, presenta un bassorilievo del 1731 sopra al portale della facciata.
- Cappella di Sant’Anna e Santa Lucia nella località Colla. Risalente al Cinquecento fu rimaneggiata nel 1642 e nei due secoli successivi; presenta un piccolo porticato e un campanile a vela.
Il legame con i Grimaldi di Monaco
Il territorio di Plodio era già abitato nell’Età del Ferro.
Entrato a far parte della Marca Aleramica, nel 1142, diciassette anni dopo la morte del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, passò a suo figlio Enrico, capostipite dei Marchesi Del Carretto.
Dall’atto di divisione dei figli del Marchese Giacomo Del Carretto, nipote di Enrico, rogato nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo il 21 ottobre 1268, risulta che Plodio andò a suo figlio Corrado, capostipite dei Del Carretto di Millesimo.
Il legame tra Plodio e i Grimaldi di Monaco si concretizza nel fatto che Aurelia, figlia del Marchese Giacomo Del Carretto, che possedeva anche Plodio, fu moglie di Francesco Grimaldi, primo Signore di Monaco.
Aurelia si era sposata in prime nozze con Lanfranco Grimaldi, dal quale ebbe Ranieri I. Quest’ultimo fu il secondo Signore di Monaco, nonché padre di Carlo I, primo Signore sovrano di Monaco e fondatore della Dinastia dei Sovrani del Principato.